Costretto a navigare verso il nord, al 130° meridiano vede un’altra costa che chiamò Terra Clarie, ma non potè approdare, anzi i suoi ufficiali ritenevano che fosse invece un enorme campo di ghiaccio.
Intanto Wilkes che era partito dall’Australia con un rapidissimo viaggio, era giunto al 61° di latitudine, poi al 64°, e sbarcava sulla Terra Clarie, confermandone l’esistenza.
Essendosi guastata una delle sue navi, la rimandava in Australia e col Porpoise ed il Vincennes continuava l’esplorazione. Al 147° di longitudine trovava un mare sgombro dai ghiacci; si avanza fino al 67° fra due terre che parevano formassero un profondo golfo e giunge sulla Terra Adelia.
Assalito da tremende burrasche di neve, ripara in un canale, poi scopre il capo Caer della Terra Clarie, indi si mette in cerca della Terra d’Enderby, ma la stagione era ormai troppo avanzata e dovette ritornare.
Ed eccoci a Giacomo Clark Ross, che fu l’ultimo degli esploratori del polo australe, ma anche il più fortunato, poichè si avanzò verso il polo più di tutti.
— Senza scoprirlo però, disse Peruschi, che ascoltava attentamente.
— Senza scoprirlo, rispose Wilkye, tuttavia giunse a sole seicento miglia, a ben breve distanza, come vedete.
Questo valente navigatore, che più tardi doveva distinguersi anche al polo settentrionale, era partito dalla Terra di Van Diemen, colle navi Erebus e Terror, dopo d’aver ottenuta una carta delle regioni australi da Wilkes. L’11 febbraio 1841 scopriva una costa montuosa che chiamò Terra Vittoria, sbarcando su di una isoletta che chiamò Possession.
Non trovando vestigia di vegetazione, scese al sud e a 78° 7′ di latitudine e 168° 12′ di longitudine scopriva l’isola Franklin, poi il vulcano Erebo, alto 4000 metri, ed in piena attività, il vulcano Terror che era spento, poi si vide arrestato da un’immensa barriera di ghiaccio, mentre sperava di poter giungere all’80° di latitudine.
Cercò un luogo da svernare a 78° 4′ di latitudine per visitare il polo magnetico da cui distava soli 90 chilometri, ma fu costretto a tornare al nord. Cercò allora una terra che Wilkes diceva aver veduta, ma non la trovò in alcun luogo, e dopo cinque mesi ritornava a Van Diemen.