— E la Stella Polare?

— È stata schiacciata dai ghiacci il 6 dicembre a 76° 15′ di longitudine ed a 68° 30′ di latitudine.

— Una catastrofe completa adunque?

— Sì, signore, e quale tremenda catastrofe! esclamò il marinaio, tergendosi due lagrime che gli si erano gelate sulle smunte gote. Io mi domando ancora come tante sofferenze, tante privazioni non ci abbiano uccisi tutti.

— Narrate Johnson.

— Eravamo giunti felicemente sulle coste della Terra Alessandra verso la metà di novembre, malgrado i continui incontri di ghiacci galleggianti. Il 20 la Stella Polare si era addentrata in un vasto canale che pareva si internasse nel continente per parecchie centinaia di miglia.

Speravamo di potere, se non giungervi, almeno di avvicinarci assai al polo, ma il 28 ci trovammo improvvisamente chiusa la via da una immensa barriera di ghiacci.

Il capitano Bak, dopo di essersi consigliato col signor Linderman, lanciò la Stella Polare verso il sud, sperando di trovare un altro passaggio, ma alla notte i ghiacci ci bloccarono.

Ogni tentativo per liberarci fu vano. Il 6 dicembre un enorme ice-berg, che da parecchi giorni ci minacciava, cadeva sulla goletta sfracellandola e seppellendo fra i rottami undici marinai.

Il disastro fu così rapido, che a malapena riuscimmo a salvare una scialuppa, due slitte e dei viveri per due mesi.