Quell’essere strano s’arrestò, sorpreso da quelle grida, poi riprese:
— To’!... Mi si conosce qui?... Che il vento del polo mi abbia sbalzato a Baltimòra?... Sarebbe un bel caso, in fede mia!...
— Bisby! ripetè Wilkye, precipitandosi innanzi. Amico mio, cosa fate qui?...
Il negoziante di carni salate, poichè era proprio lui, si piantò sulle gambe e levandosi un cappello alto ma che era incrostato di ghiaccio, disse:
— Buon giorno, signori, ma.....
Cosa voleva dire? Non lo si potè mai sapere, poichè ad un tratto un formidabile grido gli uscì dalle labbra:
— Wilkye!... Ah! io sogno!...
— No, amico mio, sono io, rispose Wilkye, correndogli incontro. Voi non sognate.
— Voi!... voi!...
— Sì, Bisby, io, ma come vi trovate qui?...