— Nel golfo di Guinea, in Africa, l’acqua è invece biancastra.

— Un mare di latte! Deve essere bizzarro.

— Fra la China ed il Giappone vi è un mare le cui acque sono giallastre e perciò fu chiamato mar Giallo; presso la California, invece, il mare assume tinte o riflessi rossastri, e presso le Canarie e le Azzorre l’acqua è verde.

— Ma da cosa derivano quelle tinte?

— Il colore azzurro verdastro dell’oceano, deriva senza dubbio dalle stesse cause che fanno parere azzurri i monti veduti ad una certa distanza e che danno all’atmosfera quel colore azzurro che chiamasi cielo. In taluni luoghi, però, la maggiore o minor intensità della tinta deriva dalla maggiore o minore profondità delle acque o dalla salsedine. Infatti, la grande corrente del Gulf-Stream, che è più salata dell’acqua dell’oceano, è più cupa; in altri luoghi è più oscura in causa della maggior quantità di corpuscoli in sospensione e sui quali viene a rinfrangersi la luce solare.

— Ma i mari gialli, rossi, bianchi.....

— Hanno altre cause. Taluni sembrano tali, ma in realtà non lo sono; assumono quelle tinte per illusioni ottiche. Il mar Rosso però, deve la sua tinta ad un essere microscopico intermedio fra l’animale ed il vegetale, ad una specie particolare di oscillaria.

— È vero che ci sono anche dei mari limpidissimi?

— Sì, Bisby, ma la loro limpidezza non è immensa, nè tale da permettere di scorgere il fondo marino. Quella limpidezza si osserva per lo più negli oceani situati presso le regioni polari e specialmente nell’oceano Antartico; anche nei mari situati fra i tropici, la trasparenza è notevole. In taluni luoghi si possono vedere dei pesci a nuotare ad una profondità di ben centotrenta metri.

— Un’altra domanda.