Oggi sono diventate importanti stazioni pei balenieri, e tutti gli anni al principiare della stagione calda, si radunano colà navi baleniere per fare le loro provviste, prima di affrontare i ghiacci polari ed i giganti della creazione.

La Stella Polare contava di fermarsi poche ore, il tempo strettamente necessario per completare la provvista di carbone che era assai scemata in quella rapidissima corsa.

Accostatasi alla banchina, di fronte ai magazzini, l’equipaggio sbarcò per sollecitare l’imbarco del combustibile. Linderman, Wilkye, Bisby e i due soci del Club, approfittarono per sgranchirsi le gambe e fare una gita nei dintorni del porto.

Vi era ben poco però da vedere a porto Egmont. Alcune misere abitazioni, sette od otto alberi, dei boschetti di erbe giganti, dei buoi che pascolavano pacificamente fra le ubertose praterie, enormi quantità di pesci messi a seccare e due bastimenti che caricavano una materia rossastra o grigia, che tramandava un puzzo insopportabile.

— Che specie di robaccia imbarcano quelle navi? chiese Bisby, che si turava il naso.

Guano, rispose Wilkye.

— Cos’è? Ho udito parlare altra volta di questo guano, ma non so precisamente cosa sia.

— È un concime animale misto ad ammoniaca ed a fosfato di calce, elementi necessari ad ogni buona vegetazione. Se ne fa un consumo enorme ed a centinaia si contano i bastimenti che lo caricano per conto di grandi piantatori delle Antille, delle isole Mascarene e delle Indie orientali. Esso ha la proprietà di raddoppiare o di triplicare i raccolti.

— E vengono qui a caricarlo?

— Alcune navi sì, ma i grandi depositi si trovano alle Chincha, isole situate presso le coste del Perù.