Con un vigoroso colpo di tallone rimontò alla superficie, ma si sentì percuotere furiosamente da due ali grandissime e lacerare di colpo una manica.
Furioso per quell’assalto inaspettato, rimontò a galla per la seconda volta e vide sopra di sè un grande uccello, di forme tozze e robuste, colle penne biancastre, ma nere sul dorso, con le ali che misuravano per lo meno quattro metri di lunghezza, ed il capo armato d’un becco grosso ed uncinato.
Comprese subito con quale avversario aveva da fare.
— Un albatros!... esclamò. In guardia Bisby o ci va di mezzo il cranio!
Infatti, quell’uccellaccio che si preparava ad assalirlo era un vero albatros.
Questi volatili, che i marinai chiamano «navi da guerra» o «pirati del mare» sono senza dubbio i più grossi che s’incontrano nell’oceano Australe, raggiungendo sovente dimensioni tali, da superare le aquile ed i condor dell’America meridionale.
Voracissimi come sono, seguono per delle intere settimane le navi per raccogliere gli avanzi della cucina che i cuochi di bordo gettano in mare e pescano da mane a sera, affrontando dei pesci anche grossissimi.
Essendo muniti di un becco robustissimo e assai acuto, con un solo colpo possono spaccare il cranio ad un uomo, ma sono però poco coraggiosi. Se affrontano l’uomo caduto in acqua, che forse scambiano per qualche pesce, fuggono davanti alle procellarie e perfino ai gabbiani, e la loro paura è tale che si nascondono sott’acqua.
Bisby, che aveva già veduto nei giorni precedenti parecchi di quegli uccellacci, e che non ignorava quale forza posseggono, vedendosi assalito, alzò ambe le mani per proteggersi il capo. L’albatros, che forse credeva di aver da fare con un abitante dell’oceano, non indugiò a ritornare all’assalto. S’alzò di parecchi metri aprendo le sue grandi ali, poi gli piombò addosso con velocità fulminea, cercando di spaccargli il cranio col robusto rostro.
Bisby, appena se lo vide vicino, allungò prontamente le braccia ed afferratolo pel collo, si mise a stringerlo con suprema energia. L’albatros, sentendosi soffocare, si dibatteva con furore, cacciava grida rauche, agitava disperatamente le ali cercando di stordire l’avversario, arruffava le penne e coi piedi palmati tentava di colpirlo in viso; ma il negoziante, che si sentiva mezzo sollevato fuor delle onde, stringeva sempre.