— Sopra delle alghe, volete dire?
— Sì, signor Linderman.
— E credete che non riusciremo a sbarazzarci?
— Sarà un po’ difficile, per ora. Vi consiglio di far spiegare le vele; più tardi farete liberare l’elica.
— Il vento è favorevole, disse il capitano. Soffia dal nord-ovest e potremo filare comodamente sei o sette nodi all’ora.
— Fate — disse Linderman.
Al primo fischio emesso dal mastro d’equipaggio, i marinai si affrettarono ad eseguire la manovra.
Le rande, le contro-rande e i fiocchi in pochi istanti furono spiegati, e la goletta, obbedendo all’azione del vento e del timone, scivolò leggiera leggiera sul denso strato d’alghe, civettuolamente inclinata sul babordo.
Come aveva detto Wilkye, era giunta nel mezzo di un immenso banco di kelp. Queste alghe, che chiamansi Macrocystis pyrifere, nascono solamente nei mari australi e avvertono la vicinanza di bassi-fondi o di isole. Raggiungono delle lunghezze incredibili, poichè sovente misurano settecento, ottocento e perfino mille piedi, ossia circa trecentotrenta metri.
Esse fissano le radici in fondo al mare, si ramificano e salgono obbliquamente verso la superficie. Alcune sottilissime si tengono celate sott’acqua, ma altre più larghe, in forma di lamine dentellate, emergono. Queste sono le più pericolose, poichè giunte a fior d’acqua si ramificano enormemente, imprigionando di frequente le navi.