Senza dubbio quegli astuti selvaggi si erano accorti delle intenzioni dei naufraghi e si sforzavano di raggiungerli prima che toccassero le spiagge della grande isola.
— Ah! esclamò il capitano. Se avessi ancora la spingarda non si avvicinerebbero di certo, quei birboni! Ma non disperiamo e teniamoci pronti a far tuonare i fucili.
Alle dieci la costa era ancora lontana dodici o tredici miglia, continuando il vento a scemare. Si scorgevano già gli alberi che la coprivano, e verso l’est una profonda baia, ma che poteva anche essere la foce d’un fiume.
La prima piroga era assai vicina e continuava a guadagnare, essendo spinta innanzi da venti remi vigorosamente manovrati. Ormai la si scorgeva perfettamente, senza bisogno di cannocchiali.
Quantunque quel piccolo veliero fosse stato costruito da selvaggi malamente provvisti d’armi taglienti, era veramente ammirabile.
Come si disse, consisteva in due scialuppe accoppiate, formate da due grandi tronchi di cedro scavati con molta cura, lunghi dieci metri, armati a prua d’una specie di sperone pazientemente scolpito e colla poppa assai alta, che si prolungava come una specie di scala, simile ad un affusto degli antichi pezzi d’artiglieria.
Una specie di ponte li riuniva, coperto da una piccola tettoia di foglie sostenuta da una leggiera armatura, ed a prua ed a poppa si rizzavano due bizzarri alberi formati ognuno da tre bambù uniti alla cima ed allargati alla base, ma senza antenne, senza sartie, senza paterazzi, sprovviste insomma di qualunque corda.
Non erano del resto necessarie, poichè le vele dei marinai papuasi non si spiegano dall’alto in basso, ma dal basso in alto, e per eseguire questa manovra facile basta una sola corda sulla cima dell’albero.
Quelle vele sono costruite con nervature di foglie intrecciate con una specie di lanugine che si raccoglie sugli alberi sagù e misurano sei metri in lunghezza e due in larghezza ordinariamente, ma sono usate anche quelle di forma triangolare. Se il vento manca, si tengono arrotolate ai piedi degli alberi, se soffia si issano fino alla metà o fino alla cima, a seconda della violenza delle raffiche.
Un lungo remo che serve da timone ed un bilanciere formato da una tavola larga che poggia sull’acqua, trattenuta da bambù e che si mette a babordo ed a tribordo, completano quei piccoli velieri.