— La mazza, chiese il marinaio, tergendosi il sudore che gli irrigava la fronte. Bisogna sfondare le radici interne.

Il capitano, che aveva tagliato un grosso e pesante ramo squadrandolo con cura ad una estremità, stava per porgergliela, quando ad un tratto si udì echeggiare un urlo terribile.

Tutti si volsero e videro il giovane pescatore dibattersi disperatamente fra le spire di un gigantesco serpente, che si era improvvisamente rizzato in mezzo ad un cespuglio vicino.

— Gran Dio!... esclamò il capitano, mentre tutti indietreggiavano atterriti... Un pitone!

CAPO XX. I boschi della Papuasia

Se la Nuova Guinea è la patria prediletta dei più splendenti uccelli della creazione, è pure la patria dei serpenti e sopratutto dei pitoni, che sono i più grandi ed i più formidabili rettili delle boscaglie.

Non hanno altri che li sorpassino in lunghezza, tranne i boa dell’America tropicale, e raggiungono i cinque, i sei e perfino i sette metri, ordinariamente però non oltrepassano i tre e mezzo.

Si trovano in quasi tutte le isole della Malesia, in India, dove sono numerosi, ed in Africa, ma in Europa mancano. Si trovano però allo stato fossile, specialmente nei terreni terziarii, e ciò dimostra che un tempo non erano rari nemmeno nei nostri paesi.

Questi rettili non sono velenosi, mancando delle glandole che si trovano in quasi tutti gli altri, ma perciò non sono meno temibili, anzi sono più feroci e più pericolosi, perchè osano assalire non solo l’uomo, ma perfino i grossi animali e anche le tigri. L’inglese Hadington ne vide uno sulle rive del Gange, sorprendere una di quelle terribili fiere, stringerla fra le potenti spire e soffocarla, malgrado i colpi d’artiglio che lo squarciavano.