— Bravi, amici, — disse Albani. — Un maschio ed una femmina!... Faremo razza e fra pochi mesi avremo anche noi della carne eccellente.

— Ma ci direte che bestie sono, signore, — disse il marinaio.

— Sono orsi.

— Terremoto! Orsi! — esclamò il marinaio, balzando indietro.

— Hai paura?

— Se sono orsi, ho motivo di spaventarmi.

— Sono inoffensivi, Enrico. Quelli del Borneo e di tutte le isole Malesi, non sono feroci come gli altri. Come vedi, sono più piccoli di tutte le altre specie e quantunque abbiano denti e artigli, non se ne servono quasi mai e sfuggono l'uomo. Questa doppia cattura ci sarà di molto vantaggio, poichè alleveremo degli orsacchiotti che ci procureranno, di tratto in tratto, degli arrosti succolenti.

— Ed il miele? — chiese il mozzo. — Quel briccone di Sciancatello ce lo divorerà tutto.

— Ah!... furfante! — urlò il marinaio. — Mangia le mie ciambelle. Ehi, Sciancatello!... Scendi o ti romperò il mio randello sul groppone, brutto ingordo! —

L'orang pareva fosse diventato sordo. Lo si udiva a rompere i rami e scuotere le foglie, mentre le api fuggivano a sciami, ronzando. Il ghiottone stava senza dubbio saccheggiando l'alveare.