— Soffro.... mi pare che il cuore mi si geli.... Signor Albani.... è finita.... Ed eravamo.... così felici!... L'avete almeno.... ucciso?...
— Sì, — rispose il veneziano, tergendosi rapidamente due lagrime che gli rotolavano per le gote.
— Signore.... ho la testa che mi.... gira.... Mi pare che.... il cervello bruci.... E Piccolo Tonno?... Voglio.... vederlo.... voglio.... —
Non potè finire. Le forze improvvisamente lo abbandonarono e ricadde indietro cogli occhi stravolti, coi lineamenti alterati. Solamente il suo corpo, di quando in quando, provava dei sussulti e dalle labbra gli usciva un sibilo precipitato.
Il signor Albani lo guardava con due occhi smarriti come se temesse, da un istante all'altro, di vedere il disgraziato compagno morirgli dinanzi.
Un grido lo strappò da quella muta disperazione. Piccolo Tonno era improvvisamente comparso sul margine della foresta.
— Gran Dio!... — esclamò il mozzo. — Cosa è accaduto, signor Albani?... Enrico!...
— Taci, — gli disse il veneziano.
— Ditemi cosa è accaduto, signore.
— E stato morso da un serpente.