— Ma non entreranno, — rispose Albani. — Abbiamo più di duecento frecce ed i nostri proiettili, lo sappiamo per prova, valgono meglio delle loro palle.
— Ci assedieranno.
— Cosa importa a noi?... Abbiamo dei viveri per otto o dieci mesi.
— Ma scarseggiamo d'acqua, signore, — disse Piccolo Tonno. Non ne avremo che per dieci o quindici giorni.
— Ci basterà, amici. Questo assedio non durerà molto. Preparate le armi e teniamoci pronti a respingere l'assalto.
Capitolo XXV L'uragano
La situazione dei Robinson stava per diventare grave assai, essendo ormai cosa certa che i pirati, resi furiosi per la morte di quattro compagni, dovevano essere decisi a vendicarli e a tutto tentare pur di avere in mano gli abitanti dell'isola.
Essendo numerosi, armati di fucili e anche di spingarde e di due piccoli pezzi d'artiglieria, non vi era da fare molto assegnamento sulla resistenza che avrebbe potuto opporre quell'ammasso di macigni che ostruiva la galleria. Pure i tre bravi superstiti della Liguria, non sembravano molto inquieti.
Invece di perdere tempo a discutere sui migliori mezzi di difesa, continuavano a lavorare con accanimento.
Non contenti di aver chiusa la prima galleria, accumularono altri ostacoli presso la seconda che conduceva nell'ultima caverna. Essendo quella assai più stretta e tortuosa della prima, si prestava meglio alla difesa, non permettendo agli assalitori che d'inoltrarsi uno alla volta.