— Lo sapremo presto, — rispose il veneziano, che pareva un po' contrariato.
In pochi minuti la scialuppa superò la distanza e si arenò entro un piccolo seno riparato da una scogliera corallifera
La legarono ad una punta rocciosa, s'armarono delle cerbottane, non sapendo quale accoglienza avrebbero potuto ricevere e sbarcarono. Le prime cose che caddero sotto i loro sguardi, furono i rottami d'una scialuppa: un pezzo di poppa, un pezzo di chiglia e un pezzo di fasciame su cui stava ancora dipinto, in lettere rosse: Liguria-Genova.
— Sono adunque naufragati? — si chiese il veneziano.
— Così deve essere, — rispose il marinaio. — Le onde hanno infranto la loro scialuppa contro queste scogliere. Dio li ha puniti.
— Ma dove sarà la loro capanna?...
— Forse dietro quella macchia. —
Salirono la sponda e s'internarono nella macchia, procedendo con precauzione e senza far rumore. Fatti pochi passi, si trovarono dinanzi ad una casupola col tetto semi-sfondato, costruita con rami d'albero e cinta da una piccola palizzata di bambù.
All'intorno si vedevano delle penne di uccelli, dei tizzoni semi-spenti, dei pezzi di bottiglie e degli stracci. Un odore acre, insopportabile, usciva da quella piccola costruzione.
— Vi è qualche cosa che imputridisce là dentro, — disse il marinaio, arrestandosi.