— Voi riuscirete a trarvi d'impiccio, signore, — disse Enrico. — Voi sapete tanto che potrete trarre utilità da tutto.

— Ma quest'isolotto mi sembra un arido scoglio privo di tutto, Enrico.

— Non lo abbiamo ancora visitato, signore.

— Aiutatemi a salire quella rupe. Di lassù potremo meglio vedere se la linea dei frangenti si estende fino alla nostra isola e accertarci delle risorse che potrebbe offrire questo scoglio. —

I due marinai passarono le loro braccia sotto le ascelle del veneziano e sorreggendolo lo condussero sulla cima dell'isolotto, il quale alzavasi una cinquantina di metri sul livello del mare.

Di lassù potevano dominare tutto il mare all'intorno, distinguere, un po' confusamente però, le alte sponde della loro isola e riconoscere con un solo sguardo il loro nuovo rifugio.

Il signor Albani non si era ingannato. Quell'isolotto, che sorgeva all'estremità di quella lunga fila di frangenti e di banchi, non poteva offrire a loro alcuna risorsa, nè fornire in modo alcuno, i mezzi per far ritorno alla loro capanna.

Pareva che fosse l'estremità d'un antico vulcano, sollevatosi in causa di qualche cataclisma sottomarino, poichè i suoi fianchi erano coperti di vecchie lave, di lapilli e di incrostazioni marine. Si vedevano soprattutto, anche verso la cima, numerosi gusci di conchiglie e pezzi di quel corallo, così comune in quei mari, dove i piccoli infusorii costruiscono quelle meravigliose scogliere che poi finiscono col diventare delle vere isole.

Quello scoglio aveva però delle dimensioni ragguardevoli, poichè poteva avere una circonferenza di oltre mille metri. Non era tuttavia tutto dirupato: mentre le sue coste meridionali scendevano quasi a picco, quelle settentrionali e occidentali calavano dolcemente e alla base si spianavano formando una vera spiaggia sabbiosa.

Nessun albero cresceva fra quelle rocce; solamente pochi magri cespugli e delle piante sarmentose si vedevano crescere in fondo ai burroncelli, alimentate dalle piogge che dovevano raccogliersi in quelle bassure.