Le sue ricerche furono però vane, poichè non vi erano che cespugli e anche questi erano poco numerosi e non in grado di fornire un galleggiante qualunque. Visitando però la spiaggia sabbiosa, fece un'ampia raccolta di datteri di mare, di conchiglie di varie specie e trovò anche alcune di quelle deliziose ostriche chiamate di Singapore, pesanti qualche chilogramma. Vide anche numerose tracce di testuggini, ma non riuscì a scoprirne alcuna, quantunque fosse certo che ve ne fossero nascoste in mezzo alle scogliere.
Si provò a sollevare qua e là le sabbie, non ignorando che quei rettili hanno l'abitudine di seppellire le loro uova, ma senza frutto, essendo abilissime nel far sparire le più piccole tracce.
Ritornando trovò anche un serbatoio d'acqua di capacità considerevole, racchiuso fra due rocce profondamente incavate. Quella scoperta lo rallegrò assai, poichè non vi era almeno il pericolo di morire di sete, nel caso che la loro prigionia si prolungasse.
Durante la giornata il mare continuò a mantenersi agitatissimo, impedendo ai naufraghi di poter accertarsi fin dove si estendeva la linea dei frangenti e dove si ergevano i banchi che avevano impedito il passaggio alla scialuppa. Solamente verso sera le onde cominciarono ad abbassarsi, ed a percuotere con meno violenza la base dello scoglio.
Quando le tenebre calarono, i naufraghi riguadagnarono la vetta portando con loro delle piante arrampicanti secche e dei rami strappati ai cespugli, per tentare dei segnali.
Appena giunti sulla cima guardarono verso l'isola, la cui alta montagna si disegnava confusamente sull'orizzonte stellato, cercando di scoprire qualche punto luminoso che indicasse la direzione della capanna aerea.
— Guardate, signor Albani, — disse ad un tratto il maltese, che teneva gli sguardi fissi verso il nord-ovest.
Il veneziano ed Enrico guardarono nella direzione indicata e sul margine estremo della loro isola, quasi a fior d'acqua, scorsero un lumicino che non poteva confondersi colla luce d'una stella.
— È Piccolo Tonno che si prepara la cena dinanzi alla capanna, — disse Enrico. — Se quel bravo ragazzo sapesse che noi lo spiamo ansiosamente e che invochiamo il suo aiuto! Ah! Come sarei contento di dividere il suo pasto!
— Sì, — disse Albani. — Quel fuoco è stato acceso dal ragazzo. Non mi ero ingannato sulla posizione di questo scoglio. Deve essere quello che noi abbiamo scorto dalla finestra della nostra caverna.