— Chi?... Cosa succede? — chiese l'ex-uomo di mare, stropicciandosi vigorosamente gli occhi.
— Credo che si tratti d'una tigre, signore.
— D'una tigre?... Usciamo! —
Quando si trovarono all'aperto, videro l'animale tranquillamente accovacciato a trenta passi dal fuoco.
Non era più possibile ingannarsi, trovandosi in piena luce: era una vera tigre; ma di razza malese, più tozza, più bassa di zampe e meno elegante di quelle reali del Bengala.
Quelle dell'Arcipelago della Sonda hanno il pelo più lungo e più spesso, le basette meno sviluppate, i ciuffi di pelo del ventre e delle coscie sono invece meno abbondanti.
Sono feroci al pari delle altre, ma fanno più paura, poichè hanno uno sguardo così falso, così minaccioso che fa male a vederlo, e ordinariamente tengono la lingua penzolante e la coda bassa.
La fiera, nello scorgere quei due uomini e quel ragazzo, aveva alzata la testa emettendo un sordo brontolio che nulla di buono pronosticava, ma non si era alzata. Solamente la sua coda, che spazzava il terreno con moti convulsi, tradiva od una certa inquietudine od un imminente scoppio di collera.
— È un vicino pericoloso, — disse il signor Albani, il quale però non sembrava molto spaventato.
— San Gennaro ci protegga, — mormorò il mozzo, battendo i denti.