— Ma non trova il modo di farci uscire da questa situazione poco allegra, — disse don Raffaele. — Eccoci tutti e quattro sospesi a quest’albero come le frutta d’una pianta e sopra un abisso popolato di caimani....
— Che si avanzano avidi di preda, colla speranza di fare dei buoni bocconi, — aggiunse il dottore.
— Abbiamo i fucili, — disse Alonzo.
— E quante munizioni?
— Io ho salvato una bisaccia di polvere che non pesa meno di quattro chilogrammi.
— Ed io ho le tasche piene di palle, — disse il dottore.
— Ed io una scure, rispose l’indiano.
— Ed io una cassetta di proiettili, — disse don Raffaele. — Siamo ricchi e possiamo disporre d’un migliaio e più di colpi. Non credevo di possedere tanta fortuna.
— Vedi, cugino, che possiamo respingere i caimani?
— Non dico il contrario, ma io domando quando potremo lasciare questa incomoda posizione.