— E non si potrebbe fucilare quest’indiano ed impadronirsi del suo canotto? — disse Alonzo.
— E poi avremo addosso quei trenta o quaranta canotti che vedi presso la sponda e due o trecento uomini. Resistere a simile assalto sarebbe una pazzia.
— Arrendiamoci, don Raffaele, — ripetè Velasco. Forse potremo vedere la Città dell’Oro.
— Sia, — disse il piantatore.
— E Yaruri? — chiese Alonzo.
— Cercheremo di ottenere la sua grazia.
Poi volgendosi verso l’indiano che era rimasto impassibile come una statua di porfido, disse:
— Ecco le nostre armi: ci mettiamo nelle mani di Yopi, ma contiamo sul tuo giuramento.
— Gli Eperomerii non giurano invano.
Un istante dopo don Raffaele ed i suoi compagni salivano nel canotto e sbarcavano fra gl’indiani affollati sulla sponda della savana.