— Una freccia intinta nel velenoso curaro vale quanto una palla di fucile.
— Non mi fido, cugino Raffaele, di quelle freccie.
— Hai torto. Volano via silenziose e non falliscono mai, quando sono lanciate da un indiano dell’Orenoco. Ti dirò poi che....
— Zitto, cugino!
— Il giaguaro?
— Ho udito laggiù a rompersi un ramo.
— Fermati, Alonzo! Non vorrei festeggiare il tuo arrivo dalla Florida con una disgrazia.
— Taci! Non ho paura.
I due cugini si erano arrestati col dito sul grilletto del fucile e gli occhi fissi sugli ammassi di tronchi e di fogliame che si stendevano dinanzi a loro.
Al di là della boscaglia si udiva gorgogliare la corrente dell’Orenoco, di quel fiume gigante che coi suoi numerosi affluenti solca contemporaneamente le due repubbliche di Columbia e di Venezuela, allungandosi fin presso l’altro gigante che attraversa tutta intera l’America del Sud centrale, il famoso fiume delle Amazzoni.