— Quel grido che abbiamo udito, la scomparsa del canotto e la fuga di quei due indiani mi pare siano cose da non lasciarsi passare inosservate.
— Cosa temete, Velasco?
— Non saprei dirvelo, ma tutti questi fatti devono avere relazione fra di loro. Io concludo col dirvi, don Raffaele, che noi siamo stati spiati e che la comparsa di Yaruri è stata notata.
— Ma chi poteva avere interesse a spiarci?
— I due fuggiaschi.
— E per quale scopo?
— Eh!... voi sapete che gl’indiani hanno cercato di occultare agli uomini bianchi il luogo ove sorgeva quella famosa città dell’oro.
— È vero, ma i due fuggiaschi non possono averci interesse.
— Chi lo sa!... Voi non sapete da dove venivano, nè a quale tribù appartenevano.
— Bah! Voi andate a cercare un filo introvabile, dottore. Io sono convinto che quei due indiani hanno semplicemente approfittato del momento in cui nessuno sorvegliava le rive del fiume, per mettere in esecuzione una fuga forse lungamente meditata e niente di più. Cosa può importare a questi schiavi di Manoa degli Orecchioni e degli Eperomerii che forse non hanno mai udito a nominare? Orsù, non pensiamoci più; Hara s’incaricherà di farli cercare.