— Ma chi credi che siano?

— Un indiano tutto non può sapere.

— Ritorniamo all’accampamento, — disse Alonzo. — Non è prudente lasciare solo mio cugino.

— Hai ragione, Alonzo.

Si misero in cammino costeggiando la palude, tenendo in mano le armi per essere pronti a respingere qualunque aggressione.

Avevano già percorso duecento passi, quando Yaruri s’arrestò bruscamente. Un uccello si era alzato rumorosamente, forse un grosso pappagallo od una arà, emettendo un grido di spavento.

Si era levato a trenta o quaranta passi di distanza verso la loro destra.

Ad un tratto si udì un sibilo appena percettibile ed un cannello adorno all’estremità d’un piccolo tappo di midolla di legno cannone, andò a piantarsi nel tronco d’una palma, a due soli pollici dal capo di Yaruri.

— Una freccia! — aveva esclamato il dottore. — Fuoco, Alonzo.

Fecero fuoco a casaccio verso la direzione ove era venuto quel messaggero di morte. Appena cessate le due detonazioni, udirono uno spezzarsi di rami, poi più nulla.