— È una vera disgrazia, — diceva il dottore, — il non poter abbatterne almeno uno; si farebbe una colazione squisita.
— Ma sono ben brutti, dottore, — diceva Alonzo, facendo un gesto di ribrezzo.
— Ma dinanzi ad un arrosto d’iguana non saresti tanto schizzinoso, giovanotto mio.
— Vi sono altre specie, oltre quella che abbiamo veduta?
— Sì, — disse il dottore. — Vi sono anche iguane tubercolate che hanno la pelle del ventre d’un colore giallo-verdognolo, il dorso azzurro ed i fianchi solcati da striscie brune. Sono ancora più lunghe, poichè raggiungono perfino i cinque piedi.
— Eccellenti anche quelle?
— Squisitissime.
— Allora possiamo....
— Zitto!...
Il dottore si era bruscamente arrestato, lasciandosi cadere dietro il tronco d’una palma, ma armando rapidamente il fucile.