—Ah! quanto bene mi fanno queste parole, Omar. Sono venti giorni che ho il cuore straziato dalla più terribile gelosia, venti giorni che soffro atrocemente!.. Povero Abd-el-Kerim, potessi farti felice.
—Ma che ti ha fatto quel miserabile Notis?… Ho udito parlare di pugnalate, di…
—Zitto disse Fathma. Quello che fu fu, eppoi sono ormai guarita. Dove sono questi tuoi amici?
Omar la prese per una mano e la condusse alla finestra.
—Guarda, le disse.
—Vedo due uomini.
—Sono i miei amici. Hai paura di discendere da questa finestra attaccata ad una corda?
—Discenderei appesa a un filo di seta.
—Quando è così non perdiamo un sol secondo.
Il negro svolse una lunga corda a nodi che teneva arrotolata attorno al corpo, fissò un capo a una sbarra di ferro della finestra e gettò l'altra nel vuoto. Tosto si videro Daùd e Ibrahim accorrere a prenderlo.