—Per ora non sappiamo nulla.
—Non ti pare prudente riprendere la navigazione?
—Se ci inseguono ci raggiungeranno lo stesso. È meglio rimanere qui anzichè correre: il rischio di venire assaliti nelle vicinanze di Woad-Scelai. Gli abitanti del villaggio potrebbero moschettarci.
—Ohe! gridò un sennarese dall'alto dell'albero di maestra.
—Guarda una dahabiad che corre su noi!
—Per la barba di mio padre! esclamò Daùd, saltando verso poppa. Che sia proprio il greco?
Si slanciò sul cassero, seguito da Fathma, da Omar e da mezzo equipaggio. A seicento passi da poppa essi scorsero una dahabiad grandissima che saliva il fiume a vele e a remi. Sul ponte vi erano parecchi uomini vestiti di bianco e armati di fucili colla baionetta inastata.
Daùd impallidì leggermente e la sua destra corse all'impugnatura dell'jatagan.
—Per Allàh! mormorò egli con ispavento. Chi sono essi?….
—Il greco! esclamò Fathma.