—Di già? Corri come un mahari dei più rapidi, disse l'arabo sforzandosi a far parer calma la sua voce che invece tremavagli.
—Sento qui, nel cuore, una fiamma che comincia ad ardere. È fiamma d'amore, e temo che prenderà fra non molto proporzioni gigantesche.
L'arabo alzò Le spalle e cercò di sorridere, ma senza riuscirvi.
—Se non vi eri tu, ti giuro, Abd-el-Kerim, che avrei stampato sulle sue piccole labbra un gran bacio. Ma la ritroverò e sola.
Una fiamma balenò negli occhi di Abd-el-Kerim, ma una fiamma d'ira e di sdegno. La sua fronte s'increspò e le sue mani si posarono sui calci del revolver.
—Sta in guardia, Notis! diss'egli con accento cupo.
—Credi che io abbia paura di una donna?
—Chi sa! Potrebbe darsi che su quella donna brillasse una scimitarra!
Il greco rimase di stucco, guardandolo cogli occhi stravolti. Mai aveva udito parlare Abd-el-Kerim con quel tono cupo e minaccioso e in quel modo. Credette di aver compreso male.
—Una scimitarra, hai tu detto? chiese egli.