Il reporter, l'almea e lo schiavo attraversarono il quadrato ingombro di morti e di moribondi, di armi, di cannoni, di cavalli e di cammelli e giunsero ai piedi di una gigantesca rupe che difendeva, verso oriente, le linee egiziane.

—Omar, vedi dei nemici sulla cima? chiese il reporter.

—No, rispose il negro.

—Hai una fune?

—Sì, l'ho.

—Sei capace di raggiungere quella sporgenza che scorgesi a mezza altezza della rupe?

—Sarà cosa difficile, ma lo tenterò.

—Sali adunque, ma fa presto. I ribelli stanno per rompere il quadrato e scannare tutti i soldati.

Il negro si liberò dalla casacca, dei calzoni e del turbante, si arrotolò attorno alle reni la fune e cominciò la pericolosa scalata mentre la mitraglia continuava a grandinare e i mahdisti macellavano le schiere egiziane che ancora resistevano ai loro furiosi assalti.

Aggrappandosi agli arrampicanti, appoggiandosi ai cespugli, cacciando le dita nei crepacci della rupe cominciò a elevarsi malgrado la pioggia che lo acciecava e le palle che fischiavano ai suoi orecchi.