—Odimi. Ahmed. Un giorno mi trovavo nelle foreste del Fiume Bianco, quando m'imbattei in un ufficiale egiziano ferito. Ebbi compassione di lui, lo posi sulle mie braccia, lo trasportai nel mio campo e lo medicai coll'amore di un fratello… Guarì, mi giurò che avrebbe abbracciato la nostra religione e io gli credetti.

—Ah! fe' Ahmed, con un sorriso ironico.

—Erano passati due mesi, quando una notte ebbi la brutta idea di invitarlo a cacciare il leone. Io camminavo innanzi e lui camminava dietro a me. Avevamo percorso parecchie miglia, quando quel miserabile scagliossi a tradimento su di me cacciandomi la sua scimitarra in una coscia.

—Caddi a terra. Lui mi calpestò, mi sferzò il volto con un corbach poi, non contento, mi sputò in fronte. Mi capisci, Ahmed, egli sputò in fronte ad uno sceicco del Kordofan, ad un sceicco che gli aveva salvata la vita anzichè tagliargli la gola.

—Ah! la è così! esclamò Ahmed.

—Sì, proprio così. Io lo cercai questo miserabile, e non fui capace di trovarlo in luogo alcuno. Ora che so che è nelle tue mani, gli farò pagar caro l'insulto e il tradimento.

—Temo che tu sii arrivato troppo tardi, Abù.

—Perchè?

—Abd-el-Kerim è nelle mani di un beduino e credo che sia di già morto.

—Di un beduino?… E chi è costui?