—Fathma, disse finalmente, facendosi animo. Non sei tu la favorita del Mahdi?
L'almea tremò dal capo alle piante e si guardò d'attorno con viva ansietà.
—Imprudente, diss'ella con un filo di voce.
—Perdono, mi dimenticavo che…
—Zitto, non nominarmi più. Dimmi come tu sai ciò, chi sei e chi ti mandò da me.
—Mi chiamo Dullak e sono amico di un uomo che si chiama…
—Chi?… Chi?…
—Abd-el-Kerim, le soffiò all'orecchio lo sceicco.
Fathma si portò una mano alle labbra per soffocare un grido che stava per uscirle. Indietreggiò, poi si slanciò verso lo sceicco e stringendogli le braccia in modo da stritolargli quasi le ossa, gli disse con voce soffocata:
—Ripetimi quel nome, ripetilo! Ho paura di aver compreso male.