—Che posso fare per te? chiese ella estremamente commossa.

—Nulla, rispose lo sceicco.

—Ma perchè arrischiarti a venire da me? Tu corri un gran pericolo.

—Le disgrazie di Abd-el-Kerim mi toccarono il cuore e giurai di aiutarlo a riguadagnare la perduta felicità. Ecco perché sfidai, senza tremare e senza esitare, il pericolo.

—Ah! quanto sei buono, mio nobile amico! esclamò Fathma, mettendo le sue mani in quelle callose del traditore. Se un giorno tu avrai bisogno d'un aiuto, pensa a me e ad Abd-el-Kerim. Faremo per te quanto tu avrai fatto per noi.

—Me ne ricorderò, disse lo sceicco con ironia. Usciamo, Fathma.

Attraversarono la zeribak ed uscirono. Medinek li attendeva con un vigoroso cammello sostenente sulle gobbe una specie di baldacchino circolare chiuso da tende bianche.

El-Mactud aiutò Fathma a salire, poi si volse verso Medinek e gli disse rapidamente:

—Corri subito dal Mahdi. Gli dirai che gli porto la sua ex-favorita, ma che in cambio mi conceda una grazia.

Pregò poi un guerriero di guidare l'animale alla capanna del Profeta ed entrò sotto il baldacchino dando il segnale della partenza col solito «ich! ich!» aspirato.