L'intelligente animale si mise in cammino con un dondolamento di lupo di mare. Uscito da El-Obeid prese la via che menava al campo di Mohammed Ahmed.
—Fathma, disse ad un tratto El-Mactud, traendo di tasca una pezzuola.
Lasciati bendare gli occhi.
L'almea non potè trattenere un gesto di sorpresa a quello strano comando.
—Perchè? chiese ella.
—Dispensami dal rispondere alla tua domanda.
—E se rifiutassi di ubbidire?
—In tal caso ti ricondurrò alla zeribak. Corro dei grandissimi pericoli; è giusto che io prenda delle precauzioni.
Fathma esitava. Quell'ordine le sembrava tanto strano, che non sapeva decidersi. Nondimeno la paura di dover ritornare senza vedere colui che tanto amava, fece sì che si arrese.
Ella presentò la testa ad El-Mactud che gliela bendò strettamente togliendole la vista. Quasi subito in lontananza s'udirono rullare le darabùke e squillare le trombe.
—Dove andiamo? chiese l'almea con ispavento. Ho paura che tu mi perda.