— Che cosa faremo? Che il mestvires abbia detto proprio il vero?

In tal caso la persona che ha fatto rapire Talmà si troverebbe a Samarcanda. E chi sarà l'Emiro che ha udito a decantare la bellezza della fanciulla? —

Il beg era rimasto muto: pareva che la robusta fibra di quel vecchio si fosse tutta d'un colpo infranta.

Tabriz, non ricevendo risposta si volse verso Abei, che stava sdraiato su un tappeto guardando distrattamente la fiamma della candela che il venticello notturno, ingolfandosi attraverso le strette feritoie che servivano da finestra, alzava ed abbassava.

— Che cosa ne dici tu, signore? — gli chiese.

— Che sarebbe necessario andare a Samarcanda, — rispose il giovane con un sottile sorriso. — Il momento veramente non sarebbe troppo buono, perchè quella città è ora occupata da stranieri.

— Da chi? — chiese il beg scuotendosi.

— Dai russi, padre — rispose il giovine.

— Chi te lo ha detto?

— Un turcomanno, che stamani è venuto qui ad assistere alle feste. Si dice che il governatore russo del Turchestan prepari anzi una spedizione per punire severamente le tribù dei Bechs, che si sono ribellate all'Emiro di Bukara. —