— Me ne hai parlato una volta, — rispose Hossein. — Mi pare che tuo padre gli abbia un giorno salvata la vita.
— Sì, cugino.
— Se ne ricorderà ancora il beg?
— Glielo rammenterò io quel prezioso favore, e vedremo se oserà dimenticarsi di mio padre.
— Che sia tornato?
— Se la sua cavalleria è rientrata, suppongo che non sarà rimasto fuori dalle mura ad aspettare le palle dei falconetti russi, — disse Tabriz.
— Saprò io scovarlo fuori, — rispose Abei. — O nel palazzo di Djura o nella cittadella lo troverò.
Se tardo non inquietarti, cugino. —
Mentre i cavalieri entravano nel caravanserraglio, che non era altro che un immenso stanzone destinato a servire di ricovero alle carovane provenienti dalla steppa, Abei, dopo aver rifiutato una scorta salì lentamente verso il centro della città, dove su una piccola altura sorgeva la cittadella, formata da quattro ridotti e da terrapieni cintati e merlati.
— È più probabile che lo trovi lassù, fra i suoi cannoni, — si era detto il nipote del beg con un perfido sorriso. — Mio caro cugino, ti giuocherò un tiro che darà Talmà in mia mano..