— Non occuparti di ciò, — disse Abei, seccato.

— E se fossero stati solamente feriti?

— I russi non ischerzano colle spie: le deportano nelle steppe del Don o le fucilano.

— Non ti comprendo, signore.

— Ho fatto scivolare ieri sera, nella fascia di mio cugino, delle lettere compromettenti. Non sono uno sciocco io.

— Anzi, un uomo meraviglioso, — disse il bandito, con sincera ammirazione.

— Basta, lasciamo i morti e occupiamoci dei vivi. Hai preparato il tuo piano? Ricordati che io devo comparire come un salvatore, o tutto l'edificio che ho innalzato con tanta pazienza e tanta abilità, andrà a catafascio, insieme ai tomani che devo sborsarti.

— Tu hai una scorta, — rispose il bandito, dopo qualche istante di riflessione, — è vero?

— Una quindicina d'uomini.

— Io farò credere a Talmà che devo assentarmi colla maggior parte dei miei banditi per accorrere in aiuto di Kitab e non lascerò che una diecina d'uomini a guardia della caverna.