Il capitano era entrato seguito da alcuni infermieri e vedendo Hossein col capo curvo dalla parte di Tabriz, gli aveva subito piantato addosso gli occhi assumendo un'aria poco benigna.
— Come state, giovanotto? — gli chiese poscia, con accento ruvido.
Lo dicevo che non sareste morto.
— Mercè le vostre cure però e la vostra abilità, — rispose cortesemente Hossein. — Mio zio, il beg Giah Aghà, vi sarà riconoscente, signore.
— Chi lo sa! — disse il capitano, con un certo imbarazzo. — Badate che voi ed il vostro compagno siete in istato d'arresto.
— Come prigionieri di guerra?
— Ah!... Questo non lo so. Silenzio, non parlate troppo.
La vostra febbre non è cessata. Occorre riposo assoluto a bocca chiusa. —
Poi, volgendosi verso Tabriz, aggiunse:
— Tu fra un paio di giorni potrai alzarti. Hai una fibra meravigliosa, mio caro. —