Precedevano la truppa i maschi, poi venivano i piccini, indi le femmine; però vi era una forte retroguardia formata, a quanto pareva, dagli animali più forti.
Giunti dinanzi alla duna, dietro la quale si tenevano nascosti i tre turchestani, che si erano scavate frettolosamente delle buche, s'arrestarono un momento, poi con un gran salto la varcarono, sollevando una immensa colonna di polvere e continuarono la loro corsa indiavolata.
Il loro slancio era stato tale che nè Hossein, nè Tabriz, nè il bandito erano stati toccati da quei terribili zoccoli.
— Salvi! — gridò il gigante, alzandosi prontamente con una pistola in mano.
Ad un tratto una bestemmia gli sfuggì.
Due masse giallastre avevano varcata la duna, cercando di piombare sulla retroguardia degli onagri.
— Attento, signore! — gridò poscia.
— Che cos'hai, Tabriz? — chiese Hossein allarmato.
— I leoni!...
— I leoni!...