Sul mar d'Aral e sui suoi fiumi che scaricano entro esso le loro acque, come nei mari e nei fiumi della China e del Giappone, si fa uso dei cormorani, di quegli avidissimi uccelli acquatici, che noi chiamiamo smergli, per ottenere delle pesche abbondanti.

Gli uomini della steppa si servono dei falchi per la caccia, i pescatori pure di volatili, e gli uni e gli altri non hanno da lagnarsi, perchè oltre a procurarsi un buon divertimento, si procurano, con quasi nessuna fatica, selvaggina terrestre ed acquatica. Si sa che i cormorani sono grandi distruttori di pesce e che sono anche pescatori abilissimi, potendo tuffarsi sott'acqua e rimanervi per qualche tempo. È appunto sull'avidità di quei trampolieri che i pescatori contano, ed in quale misura anche!...

Un cormorano bene ammaestrato può mantenere comodamente una famiglia di pescatori, e anche procurarle una certa agiatezza. Ordinariamente però i pescatori non ne hanno mai meno d'una mezza dozzina, che tengono con cure infinite.

È di notte che il cormorano lavora con maggior lena, sicchè i suoi padroni difficilmente se ne servono di giorno, almeno quelli delle rive del mar d'Aral e dei fiumi della steppa settentrionale.

Aspettano di solito le notti oscurissime, perchè quelle sono le più propizie per la pesca e prendono il largo coi loro uccelli che stanno appollaiati sui due bordi della barca.

Un fuoco arde sempre all'estremità d'un bastone per attirare i pesci. Quando questi cominciano a mostrarsi a fior d'acqua, i cormorani, ad un fischio del padrone si mettono animosamente al lavoro.

Di solito sono i più giovani che cominciano l'attacco. In un lampo si tuffano, afferrano il primo pesce che guizza dinanzi a loro e lo portano fedelmente al padrone, fedelmente perchè non possono divorare la preda. Se non avessero al collo un anello di rame che stringe loro il gozzo, vi sarebbe da dubitare sulla loro fedeltà e probabilmente il padrone aspetterebbe invano la preda.

Sono però così stupidi che, quantunque delusi nelle loro speranze e spronati un po' anche dalle loro abitudini, tornano subito in acqua alla caccia d'altri pesci, portandoli sempre.

È vero che a pesca finita potranno fare delle scorpacciate d'interiora, che l'avaro padrone getta loro in abbondanza.

Non è raro che un solo cormorano in una notte riesca a prendere quindici, venti e talvolta anche trenta chilogrammi di pesce. Moltiplicando per sei, ossia pel numero degli uccelli contenuti in ogni barca, si può comprendere quali guadagni faccia l'equipaggio che si compone di solito di non più di cinque persone.