— Giungeremo in tempo, padrone? — chiese Tabriz, quand'ebbero percorso qualche miglio. — I nostri cavalli vanno con uno slancio indiavolato, tuttavia non potremo giungere all'abitazione della tua fidanzata prima di un'ora, ed in un'ora si può prendere d'assalto anche un fortino.
— Se hanno mandato quel povero messo, è segno che i servi di Talmà non si arrenderanno prima del mio arrivo, — rispose Hossein, il quale si sforzava di apparire calmo, quantunque veramente non lo fosse affatto.
— Chi può aver spinto le Aquile della steppa fino qui?
— Piombano dove sanno di fare un buon colpo e Talmà è ricca.
— Mi viene però un altro sospetto, padrone.
— Quale, Tabriz?
— Non oso dirtelo.
— Devi parlare.
— Ho udito a narrare che il Khan di Samarcanda e che anche quello di Bukara, si sono sovente serviti delle Aquile per provvedere di belle fanciulle i loro harem. —
Hossein provò un tale colpo al cuore da vacillare sulla sella.