I due cavalli persiani, sentendo allentare le briglie, ripartirono colla velocità d'una tromba.
L'abitazione di Talmà non doveva essere lontana più di tre miglia, distanza che quegli impareggiabili corridori potevano superare in meno d'un quarto d'ora.
— Prepara le pistole ed il kangiarro, Tabriz, — disse Hossein, che pareva in preda ad una terribile collera.
Galoppavano colla testa curva, per non venire acciecati dalle trombe di sabbia che non cessavano di roteare sulle ali del vento e respiravano rumorosamente.
Quella seconda corsa durò, sempre velocissima, un'altra mezz'ora; poi Hossein che tendeva sempre ansiosamente gli orecchi e che scrutava attentamente la tenebrosa pianura, trattenne nuovamente, quasi di colpo, il suo khorassano, a rischio di venire sbalzato a terra.
— Attenti, Tabriz! — esclamò.
— Che cos'hai, padrone? — chiese il gigante.
— I lupi.
— Brutto segno. Avranno le Aquile dietro di loro.
— Fermiamoci un momento e vediamo. Se la casa di Talmà fosse stata già assalita, a quest'ora avremmo udito qualche colpo di fucile. Giungeremo quindi a tempo. —