Dieci minuti dopo, ilare e sorridente, rientrava nel caravanserraglio. Tabriz e Hossein, che stavano preparandosi il pranzo, avendo acquistato alcuni montoni per loro e per la scorta, vedendolo, si affrettarono a muovergli incontro.
— Dunque, cugino? — chiese il giovane, che era diventato pallido.
— La tua Talmà è qui — rispose Abei.
— Dove? — gridò Hossein.
— Ecco quello che Baba beg non sa ancora, tuttavia ha un sospetto e mi ha giurato sul Corano che ci aiuterà a ritrovarla.
— Ah!...
— Adagio, cugino, disse Abei. — Quello che temevo si è avverato.
— Che cosa dici? — Chiese Hossein diventando livido.
— Egli esige, come compenso, che noi lo aiutiamo a prestargli man forte contro i russi.
— Se non è che per questo, noi sciaboleremo per bene quei maledetti moscoviti, — disse Tabriz che nutriva vecchi rancori contro gli occidentali. — Purchè trovi Talmà e ce la restituisca, noi faremo dei veri miracoli d'eroismo, è vero, signore?