— Vediamo se vi è qui in mezzo qualcuno dei nostri — disse il sergente, prendendo la lanterna e proiettando la luce dinanzi a sè. — Di questi bricconi di Shagrissiabs non ci cureremo gran che e non li disputeremo ai falchi ed alle aquile, ma daremo sepoltura almeno ai camerati.

— E poi vi può essere qualche ferito da soccorrere, — disse Olaff.

Il cosacco ed i suoi compagni si cacciarono, non senza un po' di ripugnanza, fra quei cadaveri, tirando a forza gli uomini che si trovavano sotto i cavalli.

I Sarti ed i loro camerati presentavano, anche nella morte, un aspetto fierissimo.

Tutti stringevano ancora fra le mani, rattrappite dalle ultime convulsioni dell'agonia, kangiarri, jatagan e pistole, ed avevano i lineamenti alterati dalla rabbia della lotta.

— Sono ben brutti, — diceva il sergente, chinandosi su ciascuno. — Sembrano veri briganti.

— Ma non questo, sergente! — esclamò ad un tratto un soldato che si era precipitosamente curvato su uno dei combattenti. — Farebbe una splendida figura anche fra le guardie nobili del Padre bianco (lo Tzar).

— Vediamo un po' Mikalow. —

Il sergente spinse innanzi la lanterna ed un grido gli sfuggì:

— Oh!... Il bel giovane!...