— Che cosa vuoi dire Tabriz?
— Che noi non siamo caduti sotto il piombo dei moscoviti.
Un miserabile ci ha colpiti a tradimento alle spalle e quel miserabile era un turchestano al pari di noi.
— Chi! Tu conosci il suo nome?
— Sì, padrone, ma non te lo dirò fino a che non sarai perfettamente guarito. —
Poi abbassando la voce, in modo da non poter essere udito dai feriti che occupavano gli altri letti e che erano tutti russi gli chiese:
— Padrone, avevi dei documenti tu, nella tua fascia?
— Io! Nessuno, Tabriz. —
Il gigante si era fatto smorto.
— Qualche altro tradimento? — si chiese poscia, aggrottando a più riprese la fronte e tirandosi rabbiosamente la barba.