— E del buon acciaio, nei nostri kangiarri, — rispose fieramente Hossein.

— E dei pugni che accoppano, nelle nostre braccia — aggiunse Tabriz.

— Conduceteli via, — disse il maggiore, volgendosi verso il sergente. — Ne ho abbastanza di costoro.

— Andiamo — disse il cosacco, spingendo fuori Hossein e Tabriz.

Rimasti soli, il maggiore riaccese il sigaro che aveva lasciato spegnere, poi guardando il rappresentante dell'Emiro, che conservava un'impassibilità strabigliante, gli chiese:

— Credete a quanto hanno narrato quei due prigionieri?

— No, — rispose asciuttamente il buccaro.

— Non credete neppure che quel giovane sia un personaggio distinto? Veramente mi ha l'aria di un pezzo grosso della steppa.

— Può darsi che sia un nipote del beg Giah Aghà.

— Un uomo forte quel beg?