— Che gode d'una grande autorità nella steppa occidentale, per aver purgato il suo paese dai banditi che lo infestavano e per aver sventato, sia coll'astuzia, sia colle armi, le mire, sia pure ambiziose, del mio signore, che desiderava estendere i suoi domini al di là dell'Amu-Darja.

— Credete che quel giovane volesse proprio attentare alla vita dell'Emiro?

— Non ho alcun dubbio; anzi aggiungerò che io sospetto appartenga alla setta dei babi[8].

— Dei Babi? Chi sono costoro?

— Fanatici che vorrebbero rovesciare tutti gli Emiri e anche lo sciah di Persia, e che hanno già dato molto da fare a quest'ultimo.

Quei furfanti, malgrado abbiano già ricevuto delle tremende lezioni in Persia, a Zindjan specialmente, dove tutti i loro compagni furono passati a fil di spada dalle truppe di Nasser-el Din, si sono infiltrati anche nel nostro kanato.

— Sicchè, cosa volete concludere?

— Che quei due prigionieri devono essere condotti a Bukara, insieme coi ribelli catturati. Tale è l'ordine del mio signore.

— E se non fossero due affiliati alla setta dei Babi?

— Deciderà l'Emiro, — rispose il buccaro, con voce ferma.