— È impossibile sapere qualche cosa. Seppelliscono alla rinfusa i cadaveri senza badare se siano stati poveri o ricchi.

— Sei uno stupido.

— Allora tu sei stato più fortunato, Karawal.

— Cioè più furbo e più lesto di te, Dinar.

— Morti, è vero?

— Vivi, vivissimi come me e te. I sospetti del nipote del beg erano ben fondati.

— Non era dunque proprio sicuro di averli uccisi?

— Non si sa mai dove va a finire una palla, — sentenziò gravemente Karawal. — Talvolta fulmina e tal'altra invece risparmia.

Fidati ora delle palle! Abei doveva colpirli col kangiarro, mio caro: l'acciaio non sbaglia come il piombo.

— E concludi?