— A te, padrone, mentre io ti faccio la guardia, — disse.

Il giovane, che si sentiva morire di sete, si gettò a terra mettendosi a bere avidamente. Stava per alzarsi, quando udì Tabriz a gridare:

— Le armi, padrone! —

Hossein d'un balzo fu in piedi, colle pistole puntate.

— Che cosa c'è? — chiese.

— Sono i genitori che tornano!... Fuggiamo!... —

Si slanciarono fuori dalla macchia d'astragalli, dirigendosi frettolosamente verso il margine dell'oasi, dove contavano, in caso di pericolo, di mettersi in salvo su qualche alto albero, avendone scorti alcuni in quella direzione.

Se avessero avuto dei buoni archibugi, avrebbero indubbiamente fatto fronte alla belva o alle belve, non essendo improbabile che oltre alla femmina vi fosse anche il maschio.

Non possedendo che delle vecchie pistole, di portata limitatissima e di scatto malsicuro, non avevano osato soffermarsi, specialmente in mezzo a quella folta macchia, dove potevano correre il pericolo di venire assaliti di sorpresa e da due parti.

Giunti sotto un grosso melogranato selvatico, Tabriz e Hossein si erano fermati guardando attentamente sotto le piante e tendendo gli orecchi.