— E poi? — chiese Hossein, che aveva ascoltato con vivo interesse quell'istoria.
— E poi, — disse il suonatore con un marcato accento beffardo, — sposò il capo di una tribù turcomanna e lasciò nelle mani del suo sposo, dopo tre soli mesi di matrimonio, il suo naso e le sue orecchie. —
E scoppiò in una risata che fece impallidire il fiero giovane.
— Che cosa vuoi concludere colla tua istoria? — chiese Hossein, aggrottando la fronte.
— Che tutte le donne sono traditrici, — rispose il suonatore.
— E lo dici a me che sto per sposare Talmà? La tua istoria nasconde un ammonimento o qualche cosa d'altro?
— Io non lo so, mio signore, — rispose il mestvire con fare umile. — Io narro ciò che ho imparato e nulla di più.
— Racconta qualche cosa di meglio — disse il beg, vedendo che il fiero giovane stava per irritarsi maggiormente.
— I mestvire della nostra steppa sono più poetici nei loro racconti, — aggiunse poi.
Il suonatore parve che si raccogliesse, invece al di sotto delle sue folte palpebre guardava intensamente Abei Dullah, il quale sembrava che non si fosse affatto interessato di quella narrazione; poi votò a metà il vaso contenente il kumis e disse: