— T'inganni, zio, solo i vivi ritornano, — rispose una voce.
Un uomo è comparso sulla porta della tenda, esponendosi alla luce che proiettava la lampada sospesa al di sopra della pietra che teneva ferma l'ossatura.
Il beg mandò un urlò:
— Hossein!
— Sì, zio, sì padre, — rispose il giovane, che era pallido come uno spettro. — Sono io che vengo a reclamare giustizia al beg della steppa turchestana. —
Giah-Aghà era rimasto immobile, come se fosse stato fulminato.
— Hossein! — balbettò.
— E ci... sono anch'io, padrone, — disse Tabriz, avanzandosi ed entrando nel raggio proiettato dalla lampada. — Ed anch'io non sono un morto! —
Con uno scatto improvviso, che un giovane di vent'anni gli avrebbe invidiato, il beg si alzò.
— Hossein!... — ripetè per la terza volta. — Tabriz! Da dove venite voi? Da questo o dall'altro mondo?