— Sì, il vento che rugge attraverso le erbe, — rispose l'altro.

— No; ascolta bene. Questo è il galoppo di un cavallo.

Che qualche servo di Talmà sia riuscito a uscire inosservato dalla casa e che si rechi ad avvertire il beg? —

Arma il tuo archibugio. Sei sicuro dei tuoi colpi?

— Non sbaglio mai, capo.

— Affrettati. —

I due banditi si appiattarono fra le erbe, che in quel luogo erano alte più d'un metro e mezzo, l'uno alzando il cane del suo lunghissimo moschetto e l'altro armando una pistola.

— A te, l'uomo; a me, il cavallo, — disse il mestvire.

Malgrado il vento, si udiva distintamente il galoppo d'un cavallo slanciato a corsa sfrenata. Essendo il suolo della steppa argilloso, i ferri del destriero battevano forte, quantunque fosse coperto di vegetali.

Ben presto sulla fosca linea dell'orizzonte si delineò confusamente un cavaliere.