Quella seconda corsa durò, sempre velocissima, un'altra mezz'ora; poi Hossein che tendeva sempre ansiosamente gli orecchi e che scrutava attentamente la tenebrosa pianura, trattenne nuovamente, quasi di colpo, il suo khorassano, a rischio di venire sbalzato a terra.
— Attenti, Tabriz! — esclamò.
— Che cos'hai, padrone? — chiese il gigante.
— I lupi.
— Brutto segno. Avranno le Aquile dietro di loro.
— Fermiamoci un momento e vediamo. Se la casa di Talmà fosse stata già assalita, a quest'ora avremmo udito qualche colpo di fucile. Giungeremo quindi a tempo. —
I banditi che infestano le steppe turchestane, hanno una maniera speciale e curiosissima per dare la caccia agli uomini; maniera ben triste, ma molto sicura perchè non lascia alcuna traccia dei delitti che commettono: seguono i lupi.
È saputo da tutti che quelle bestie non aggrediscono che gli uomini isolati, o per lo meno che siano in piccoli gruppi. Appena i loro lugubri ululati, che il vento porta assai lontani, giungono agli orecchi dei predoni, questi balzano sui loro cavalli e prendendo la via più breve, piombano sui disgraziati viaggiatori, che vengono senza pietà scannati e derubati.
I lupi, intimiditi da quella improvvisa comparsa di tanti cavalieri, non osano avanzare e s'arrestano a qualche distanza, in attesa che il delitto sia compiuto. Appena i banditi se ne vanno, entrano a loro volta in scena e la cena, soventi volte molto abbondante, non manca mai loro.
Si afferma anzi dai turchestani, che i lupi non assaltino mai, anche se sono in grossissimo numero, i banditi della steppa. Si vede che hanno ormai capito che quelli sono i loro provveditori di carne umana, e perciò li rispettano; tuttavia non possiamo assicurare l'autenticità di questo fatto.