Hossein e Tabriz si erano guardati intorno. Piccole ombre cogli occhi fosforescenti che sembravano di bragia, correvano con fantastica celerità per la pianura, spiccando grandi salti al di sopra delle alte erbe.

— Sono ben lupi, quelli, — disse Hossein, senza manifestare alcuna inquietudine.

— Sì, padrone, — rispose Tabriz, levando dalle fonde due pistole, armi forse migliori del lungo archibugio.

— Non inquietiamoci per quelli, — disse il giovane. — Non mi sembrano in tal numero da osare un attacco, e poi i nostri khorassani hanno le zampe più leste delle loro.

— E lo sanno, padrone; guarda come son tranquilli.

— Si tratta ora di sapere se le Aquile della steppa si trovano dietro di noi o dinanzi.

— È difficile indovinare da quale parte verranno.

— Che cosa mi consigli di fare?

— Riprendere lo slancio e far correre i lupi, mio signore. Finora non hanno cominciato ad ululare e forse i predoni sono ancora molto lontani.

— Avanti dunque!... E teniamoci in sulle difese. —